le due bionde

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venerdì 30 novembre 2012

"Sacher Torte"

Buon venerdì!!!!
Oggi sono rimasta senza colazione, perchè ieri sera ho carbonizzato il pane che avevo preparato, che peccato, ero così curiosa di assaggiarlo. Era un pane con farina integrale e fiocchi d'avena, ma meglio non pensarci più.
Me la sono presa con mio marito che non si è accorto di nulla, mentre io ero concentrata a curiosare in altri blog. Ha cotto ben un'ora in più del necessario.
Ultimamente mi piace impastare, i lievitati mi stanno dando soddisfazione. A dir la verità sto cercando di fare meno dolci e così mi sono buttata sul pane.
Sapete che questa sera incontrerò altre due foodblogger???? Vengono a Merano per un evento e ve ne parlerò soltanto se a loro farà piacere. Vi rendete conto??? C'è un evento a Merano di foddblogger e io non ne sapevo nulla. Sono sempre l'ultima a scoprire le cose, anche perchè non mi interessano e quindi non mi informo.

Oggi vi faccio vedere finalmente la Sacher che ho preparato per il compleanno di mia nipote.








































Sono molto soddisfatta di questa torta e credo, che per essere stata la prima volta, mi sia venuta molto bene. Vero????
Non ho fatto in tempo a fotografarla intera, un vero peccato. Mi sono divertita moltissimo a spalmare la glassa, credo sia stata la cosa che mi ha dato più soddisfazione, anche se si vede qualche buchetto qua e là.








































Ingredienti per uno stampo da 26 cm:

100 g di cioccolato fondente da copertura
200 g di burro
90 g di zucchero
70 g di marzapane
30 ml di rum
1 bustina di zucchero vanigliato
5 tuorli d'uovo
5 chiare d'uovo
1 pizzico di sale
100 g di zucchero
200 g di farina
1 bustina di lievito in polvere
40 g di cacao amaro in polvere

per la glassa:
100 g di burro fuso
120 g di cioccolato fondente fuso da copertura

per la rifinitura:
250 g di marmellata d'albicocche
2 cucchiai di rum
50 ml di sciroppo di zucchero (25 g di zucchero + 25 ml d'acqua)

per lo stampo:
burro
farina








































Tagliate il cioccolato a scagliette e scioglietelo in una ciotola a bagnomaria (fate attenzione che non entri acqua).
Mescolate energicamente il burro ammorbidito con 90 g di zucchero, il marzapane tagliato a dadini, il rum, lo zucchero vanigliato, i tuorli d'uovo, infine il cioccolato sciolto e raffreddato un po'.
Montate a neve le chiare d'uovo con i 100 g di zucchero, un pizzico di sale e incorporatele alla massa mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.
In una scodella a parte, mescolate la farina con il lievito e il cacao e unite il tutto al resto.
Imburrate bene uno stampo rotondo del diametro di 26 cm circa, cospargetelo di farina, versate l'impasto e infornate nel forno preriscaldato a 170° per 45 minuti. Fate sempre la prova stecchino per garantirne la cottura.

Preparate la glassa con il burro fuso e il cioccolato sciolto a bagnomaria, mescolate bene e fate raffreddare in frigo.

A cottura ultimata, fate raffreddare bene la torta e dividetela orizzontalmente.
Preparate lo sciroppo di zucchero portando ad ebollizione l'acqua con lo zucchero e fate bollire un minuto.
Mescolate lo sciroppo di zucchero con il rum e bagnate bene la parte interna degli strati di torta.
Spalmate con abbondante marmellata di albicocche e ricomponete la torta.
Ricoprite con la glassa al cioccolato e conservate in un luogo fresco.











































Ho avuto un po' di problemini nel dividere orizzontalmente la torta e nel ricomporla.
Ho capito solo alla fine che dovevo prima far raffreddare la glassa per spalmarla meglio.
Sbagliando si impara, il risultato finale è quello che conta e non vedo l'ora arrivi un altro compleanno o ricorrenza per sbizzarrirmi e pastrocchiare ancora con glasse e creme varie.

Buon week end a tutti!!!
Sabina 

p.s.: ho messo qualche foto del Memories de Noel qui

giovedì 29 novembre 2012

Zuppa di cipolle del contadino "Bauernsuppe"

Buongiorno a tutti amici miei,
questo fine settimana si aprirà a Merano il mercatino di Natale e spero proprio che smetta di piovere per godermelo un pochino. Mi piace sopratutto la piazza dove hanno messo la pista di pattinaggio sul ghiaccio, c'è sempre musica e vicino dovrebbe esserci una piccola mangiatoia con qualche pecorella e altri animali.
Non mi attirano molto le bancarelle di souvenirs perchè per me sono cose ormai viste e straviste, anche se per i turisti sono una novità. Mi piacciono invece tantissimo le bancarelle dove si può bere e mangiare, quelle non stancano mai, anche se per tutto dicembre sono invase dai turisti. A noi meranesi piace andarci la sera o durante la settimana quando c'è poca gente. Per me ormai è diventata una tradizione bere un Glühwein con le amiche proprio il 24 dicembre per scambiarci gli auguri di Natale. Adoro quelle giornate di sole quando mi fermo con mio marito a prendere un aperitivo e dopo un Bretzel gigante decidiamo di fermarci per il pranzo. Fanno sempre delle ottime zuppe, da quella di orzo alla Gulaschsuppe e chissà perchè mangiate lì sono sempre più buone. Come potrei poi dimenticare le bancarelle dei würstel???? Quelle sono le preferite di Elsa. E gli Strauben, li avete mai assaggiati gli Strauben????? Per trovarli basta seguire l'odore di zucchero vanigliato.
Anche in inverno mi piace stare all'aperto, indossare scarponcini, maglioni di lana così grossi che non si chiude più il giaccone. Ho comperato ad Elsa il cappottino imbottito proprio per stare tranquillamente anche al mercatino senza dovermi preoccupare che lei prenda freddo. 
Ah quanto vorrei che nevicasse almeno un pochino!!! Inutile dirlo, senza la neve qui da noi manca proprio quell'atmosfera fiabesca che c'è nel periodo natalizio.

Anche per oggi sulla mia tavola c'è una ricetta tirolese che secondo me potrebbe mangiare anche Marco che al momento è a dieta.








































Ingredienti per 4 persone:

3 cipolle grandi
250 g di pancetta
una noce di burro
2 cucchiai di farina
una spruzzata di vino bianco
1 l di brodo
150 ml di latte fresco
sale e pepe








































Affettate le cipolle ad anelli non troppo sottili e tagliate la pancetta a julienne.
In una pentola fate sciogliere il burro e soffriggetevi la cipolla e la pancetta. Basterà soltanto far ammorbidire le cipolle senza dorarle troppo.
Aggiungete la farina, mescolate, fate tostare brevemente, abbassate la fiamma, bagnate con poco vino bianco e con una frusta mescolate energicamente in modo da sciogliere i grumi.
Aggiungete il brodo e il latte freddo, salate e fate sobbollire per 1 ora circa.
Spolverate con il pepe e servite con del pane nero.








































Per te che sei a dieta pochissima pancetta (solo qualche pezzetto per dare sapore), niente burro e latte scremato.
In una padella fai soffriggere la pancetta senza nessun tipo di grassi, poi nel grasso lasciato dalla pancetta fai ammorbidire le cipolle aggiungendo un cucchiaio di acqua e procedi con la ricetta riportata sopra.
Niente pane mi raccomando!!!
Le cipolle sono perfette per la dieta, chiedi alla tua dietologa.
In bocca al lupo.








































Buona giornata a tutti!!!
Sabina

mercoledì 28 novembre 2012

Krapfen con ripieno di ricotta, papavero e mele

Buongiorno amici,
anche oggi piove e la mia giornata sarà molto tranquilla. Sono già uscita con Elsa, abbiamo fatto colazione, ora scrivo il post con tutta calma mentre lei dorme, poi altro caffe, un po' di pulizie, altra passeggiata con Elsa, il pranzo, sonnellino pomeridiano sempre con Elsa, merendina, passeggiatina, cena e nanna.
Per molti di voi sicuramente la mia giornata si presenta molto noiosa, spesso lo è anche per me, ma al momento va così e io ho imparato ad accettarlo.
Ho deciso di stare a casa dal lavoro ormai più di due anni fa, per motivi personali che non sto qui ad elencarvi, vi posso solo dire che è stata una scelta quasi forzata perchè svolgevo un lavoro stagionale che non mi permetteva di prendere ferie, permessi vari, ecc...
Dopo quella decisione sono susseguite tante altre cose, una di queste è la malattia e la vecchiaia di Elsa e quindi ho deciso di stare a casa ancora un po'. Il prossimo anno avrò quarantacinque anni e tornare nel mondo del lavoro non sarà per niente facile.
Ieri ho letto qualche blog di ragazze giovani costrette a trascorrere le giornate come me perchè non trovano lavoro e io mi metto nei loro panni. A volte mi viene spontaneo raccontare loro delle mie esperienze di gioventù, ma poi mi rendo conto che la realtà di oggi è molto diversa.
Molte persone che lavorano pensano che starsene a casa al calduccio nei giorni di pioggia come oggi sia un piacere, per chi invece un lavoro non ce l'ha queste giornate sono terribili e portano alla depressione. Parola molto pesante questa, è un vortice che ti trascina nel più buio degli abissi.
Bisogna lottare con tutte le nostre forze per non farci travolgere e per stare a galla.
Quello che posso dire è soltanto che ho imparato a gioire per le cose più piccole e semplici che la giornata mi offre, cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose anche se è molto difficile. Anche semplicemente fare una doccia, truccarsi, fare una passeggiata con l'ombrello, annusare l'odore della pioggia, rientrare in casa e prepararsi un te caldo può dare gioia.
La vita è una sorpresa quotidiana e può cambiare da un giorno all'altro, in peggio, ma anche in meglio.
I miei post nascono così, quando mi siedo davanti a questo schermo non so mai dove andrò a finire.
Oggi volevo raccontarvi di quanta gioia abbia provato nel comperare un cappottino ad Elsa, vi sembrerà sciocco, ma è proprio così. Lei non ha mai indossato ne cappottini e ne mantelline per la pioggia, ma considerata l'età mi è sembrato opportuno comperargliene uno.
Sto tentando di fargli qualche fotografia, ma è difficile perchè non sta un attimo ferma. So che ci sono tanti bambini che mi seguono nella speranza di vedere qualche apparizione di Elsa, farò di tutto per accontentarli al più presto.
Ieri siamo andate a spasso e tutto il vicinato si è accorto dell'eleganza di Elsa ........ ecco.... sarò anche banale, ma questi attimi fanno parte delle gioie della mia vita.

Con una giornata uggiosa come oggi quello che ci vuole è proprio una coccola dolce come questi krapfen








































Ingredienti per 4 persone:

per la pasta:
200 g di farina 00
50 g di farina di segale
1 cucchiaio di grappa
100 ml di latte
15 g di burro
1 tuorlo d'uovo
un pizzico di sale

per il ripieno:
80 g di ricotta sgocciolata
2 mele tagliate a dadini piccoli
1 cucchiaio stracolmo di zucchero
scorza di limone grattugiata
1 bustina di zucchero vanigliato
70 g di semi di papavero macinati








































Preparate la pasta mescolando le farine, la grappa e il sale.
Fate sciogliere il burro nel latte scaldato, fate raffreddare e aggiungete il tuorlo mescolando bene.
Unite il tutto e impastate con cura fino ad ottenere una palla di pasta liscia che farete riposare in frigo 30 minuti avvolta nella pellicola.
Preparate il ripieno mescolando bene tutti gli ingredienti, per avere la ricotta più cremosa sarebbe bene passarla al setaccio, ma non è necessario.
Stendete la pasta dello spessore di 3 mm circa. Con uno stampo rotondo del diametro di 10-12 cm tagliate dei cerchi.
Sulla metà di ciascun cerchio mettete un cucchiaio di ripieno, piegate l'altra metà e chiudete premendo bene i bordi.
Scaldate abbondante olio e friggete i krapfen da entrambi i lati, passateli nella carta assorbente e serviteli tiepidi, anche freddi sono ottimi.








































Quelli che vedete nelle mie foto sono senza ricotta perchè ho voluto provare, sono ottimi ugualmente, ma con la ricotta sono "la fine del mondo".








































Buona giornata a tutti anche con la pioggia!
Un abbraccio
Sabina

martedì 27 novembre 2012

"Schweinerippchen" costolette di maialino

Buongiorno,
oggi a Merano piove anche se ultimamente nelle mie foto vedete il sole. Bene, ora sappiamo che possiamo conservare un po' di sole in fotografia e farlo uscire quando manca.
Non fateci caso, sono ancora addormentata e quindi straparlo.
Oggi vi racconto della mia gita a Firenze al Memories de Noel con Claudette.
Oltre ai blog di cucina seguo anche blog di arredamento, fotografia, lavoretti manuali ecc..., circa più di un mese fa una blogger mi ha invitata ad andare con lei, per il week end, a questo mercatino del Valdirose, io ho accettato subito perchè avevo voglia di evadere un pochino dalla routine di tutti i giorni, purtroppo non siamo riuscite ad organizzarci bene e quindi il week end è saltato.
Nel frattempo ho conosciuto Claudia che ci avrebbe raggiunto a Firenze domenica in giornata.
Cosa è successo???? Sapendo che Claudia aveva ormai il biglietto del treno ho pensato di andarci anche io in giornata.
Domenica mattina mi sono svegliata prestissimo, a dir la verità non ho dormito la notte dall'agitazione. Mio marito mi ha accompagnata a Bolzano, lì ho preso alle 7 un treno diretto per Firenze. Sono arrivata alle 10.30 e c'era già Claudia che mi aspettava, insieme abbiamo preso un altro treno per Signa e dopo esserci perse, perchè troppo intente nel chiaccherare come le ragazzine, finalmente siamo arrivate al Valdirose. Il Valdirose è il B&B gestito da Irene e famiglia.
Seguo il suo blog da parecchio tempo ed essermi ritrovata lì è stato davvero emozionante, lei e il marito sono una coppia splendida che sanno subito mettere a proprio agio le persone.
Nel giardino del Valdirose c'era il mercatino, tantissime bancarelle dove delle vere artiste, molte di loro blogger, vendevano le loro creazioni. Creazioni magnifiche e non lo direi se non fosse vero.
Conoscevo già il blog di Grazia "I gioielli di Graziellina" e Chiara "Il castello di zucchero", incontrarle di persona però è qualcosa di indescrivibile. Mi sono portata a casa una collana di Grazia e uno stampino di Chiara, ricordi troppo carini.
Una bancarella che mi ha molto colpita è stata anche quella del blog "Le bianche margherite", purtroppo non ricordo il nome delle ragazze, ma ho ben stampato nella mente i loro meravigliosi sorrisi.
Dopo aver visitato il mercatino e conosciute le blogger io e Claudia siamo tornate a Firenze, ci siamo coccolate in un bel ristorantino, due passi ed era già ora di prendere il treno per il ritorno a casa.
Ho fatto qualche fotografia, devo ancora scaricarle, spero di mostrarvi qualcosa prossimamente.

Ora andiamo alla mia ricetta che non ha nulla di toscano, ma bensì di altoatesino o tirolese, come preferite: le costine di maiale.










































Ingredienti per 4 persone:

8 costolette di maialino del peso di 100 g l'una
sale alle erbe (fatto da me, nella ricetta vi indico come)
1 noce di burro
1 filo d'olio d'oliva
1 cipolla grande
2 carote
1 gambo di sedano
1 rametto di rosmarino
qualche foglia di salvia
vino bianco secco
brodo di carne

Preparate il sale aromatizzato tritando con il robot da cucina qualche cucchiaio di sale grosso con un rametto di rosmarino, una foglia di alloro, qualche foglia di salvia e tre o quattro bacche di ginepro.
Massaggiate bene le costine con il sale alle erbe.
In una padella molto grande scaldate il burro con l'olio e rosolate bene da entrambi i lati tutte le costine, bagnate con del vino bianco e fate evaporare solo finchè scompare l'odore di alcool.
Mettete le costine in una teglia da forno con i bordi alti, aggiungete ai lati la cipolla tagliata in quarti, le carote, il sedano e gli odori.
Infornate a 160° e fate cuocere per un'ora circa, di tanto in tanto girate le costine e bagnatele con poco brodo.
Servitele calde con delle patate arroste oppure con della polenta insieme ai crauti.


Buona giornata a tutti!
Sabina

lunedì 26 novembre 2012

Pane integrale di farro e segale con semi di girasole e lino

Buon lunedì a tutti, amici miei,
oggi avrei tantissimo da raccontarvi perchè ho avuto un week end ricco d'emozioni, ma cercherò di farlo un po' alla volta, giorno dopo giorno, per non caricare troppo il post di oggi.
Come vi avevo detto, ieri sono stata a Firenze con Claudia, di preciso al Memories Noel del Valdirose. Ho passato una giornata stupenda, sono salita sul treno per tornare a casa veramente a malincuore, sarei rimasta lì qualche giorno molto volentieri, ma di questo vi racconterò domani.

Oggi vorrei soltanto farvi leggere una lettera che la cantante americana Fiona Apple ha scritto volendo annullare il suo tour per accudire il suo cane Janet.
Questa lettera mi appartiene al 100%, avrei potuto scriverla io ed è per questo che ci tengo a farvela leggere.

"Sono le sei del pomeriggio e sto scrivendo a poche migliaia di amici che non ho ancora incontrato.
Sto scrivendo per chiedere loro di cambiare i nostri piani e incontrarci un po’ più tardi.
Il motivo è questo.
Ho un cane, Janet, è malata da quasi due anni a causa di un tumore latente nel suo petto, che è cresciuto lentamente. Ha quasi 14 anni. Ce l’ho da quando aveva quattro mesi. All’epoca avevo 21 anni, ero ufficialmente adulta, e lei era la mia bambina.
È un pitbull, è stata trovata a Echo Park con una corda al collo e morsi sulle orecchie e la faccia.
Era usata nei combattimenti tra cani per dare fiducia agli avversari. Ha quasi 14 anni e non l’ho mai vista iniziare una lotta, mordere qualcuno o persino ringhiare, e posso capire perché è stata scelta per quel ruolo. È una pacifista.
Janet è stato il legame più duraturo della mia vita adulta, è un dato di fatto.
Abbiamo vissuto in molte case e siamo entrate a far parte di alcune famiglie, ma in realtà siamo sempre state io e lei.
Lei ha dormito nel mio letto, la sua testa sul mio cuscino, e ha accolto la mia faccia in lacrime isteriche sul suo petto, circondandomi con le zampe, ogni volta che il mio cuore si è spezzato, il mio spirito fiaccato o soltanto perso, e col passare del tempo sono diventata io la figlia, mentre mi addormentavo con il suo mento appoggiato sulla mia testa.
Stava sotto il pianoforte mentre scrivevo canzoni, abbaiava ogni volta che cercavo di registrare qualcosa ed è stata in studio con me tutto il tempo mentre registravamo l’ultimo disco.
L’ultima volta che sono tornata alla fine di un tour era vivace come sempre, è abituata a me che me ne vado per poche settimane ogni sei o sette anni.
Ha il morbo di Addison: per lei viaggiare è pericoloso perché ha bisogno di iniezioni regolari di cortisolo, perché reagisce allo stress e all’eccitazione senza gli strumenti psicologici che trattengono molti di noi dall’andare letteralmente nel panico.
Nonostante tutto questo, è spontaneamente gioiosa e giocherellona e ha smesso di comportarsi come un cucciolo soltanto tre anni fa.
È la mia migliore amica, mia madre, mia figlia, la mia benefattrice ed è lei che mi ha insegnato cos’è l’amore.
Non posso venire in Sudamerica. Non adesso.

Quando sono tornata dopo l’ultima parte del tour americano, è stato molto molto diverso.
Non aveva neanche più voglia di camminare.
Lo so che non è triste per la vecchiaia o la morte. Gli animali hanno l’istinto di sopravvivenza, ma non hanno il senso della mortalità e della vanità delle cose. Per questo sono molto più presenti delle persone.
Ma so che si sta avvicinando al punto in cui smetterà di essere un cane e diventerà, invece, parte del tutto. Sarà nel vento, nella terra, nella neve e dentro di me, in qualunque posto vada.
Non posso lasciarla proprio adesso, cercate di capire.
Se me ne vado di nuovo, ho paura che morirà e non avrò l’onore di cantare fino a farla addormentare, di accompagnarla mentre se ne va.
Qualche volta impiego venti minuti per scegliere quali calzini indossare a letto.
Ma questa decisione è stata istantanea.
Ci sono scelte che facciamo, che ci definiscono.
Non sarò la donna che mette la sua carriera davanti all’amore e all’amicizia.
Sono la donna che sta a casa e cucina per la sua amica più vecchia e cara.
E la aiuta a stare bene, la conforta, la fa sentire al sicuro e importante.
Molti di noi temono la morte di una persona cara. È la triste verità della vita, che ci fa sentire impauriti e soli.
Vorrei che potessimo anche apprezzare il tempo che c’è prima della fine del tempo.
So che sentirò la più travolgente conoscenza di lei e della sua vita e del mio amore per lei, negli ultimi momenti.
Ho bisogno di fare l’impossibile per trovarmi lì per questo.
Perché sarà l’esperienza di vita più bella, intensa, arricchente che ho vissuto finora.
Quando morirà.
Così resterò a casa e la ascolterò russare e respirare pesantemente, a godermi il respiro più puzzolente e più brutto che sia mai provenuto da un angelo.
Vi chiedo la vostra benedizione.
Ci vediamo,
Con affetto,
Fiona"


Ora come faccio a scrivere la mia ricetta dopo questa lettera????
A più tardi
Sabina 

Eccomi....
avrei dovuto mettere questa lettera nell'altro mio blog, anche se a dir la verità, qui riesco a tirar fuori i miei pensieri più intimi.
Questo blog poi si intitola "Due bionde in cucina".
Ora veniamo al mio pane che merita anche lui un po' di attenzione.










































Ingredienti per 1 pagnotta:
400 g di farina integrale di farro
100 g di farina integrale di segale
30 g di semi di girasole
1 cucchiaio di semi di lino
25 g di lievito
2 cucchiai colmi di miele
10 g di sale













































Scaldate un bicchiere d'acqua tiepida, sciogliete dentro il miele e il lievito.
In un recipiente mescolate le farine con i semi, versate l'acqua con miele e lievito e mescolate bene. 
Impastate aggiungendo acqua tiepida (35° circa)quanto basta fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Lavorate la pasta per almeno 15 minuti poi la fate riposare coperta con un panno umido per circa 30 minuti in un posto caldo (se la pasta è troppo secca bagnate la superficie con poca acqua prima di farla riposare, inoltre potete far riposare in forno a 35° circa).
Trascorsi i 30 minuti o più, lavorate ancora la pasta aggiungendo il sale, fate lievitare ancora un'oretta bagnando prima la superficie con acqua e cospargendola di semi di girasole.
Disporre la pagnotta su una teglia e farla cuocere in forno a 220° per i primi 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 160° e cuocere altri 35 minuti.


Buona giornata a tutti e scusate ancora se vi ho rattristato con quella lettera, nel mio blog non trovate solo foto e ricette, ma anche le mie emozioni.

Un abbraccio
Sabina

venerdì 23 novembre 2012

Strudel di mele con pasta frolla

Buon venerdì a tutti,
a casa mia c'è un silenzio assordante, stanno dormendo tutti, anche Elsa non si è ancora svegliata e io mi godo questi attimi. Sono solo pochi attimi perchè molto presto inizieranno a sollevare tapparelle, si sentiranno urla di bambini, i motori delle macchine ecc...., abitando in un condiminio si sente tutto, ma proprio tutto.
Devo ancora bere il mio caffe e so già che tra uno sbadiglio e l'altro appena rivedrò le foto di questo "Apfelstrudel" interromperò questo post per fare colazione.
La mattina comunque rimane per me il momento migliore della giornata, mi piace alzarmi presto, anche in inverno quando fuori è ancora buio. Anche quando lavoravo le prime ore del mattino erano sempre quelle che preferivo.
Bene, si è alzato il maritino e sento che sta già preparando la colazione..... eh si... come ho già raccontato più volte preparare la colazione spetta a lui e di sicuro farò di tutto per non interrompere quest'abitudine ...... è una coccola alla quale non voglio più rinunciare .... le donne mi capiranno.

Oggi vi posto la ricetta dello strudel di mele, ma non una semplice ricetta, quella di oggi è davvero speciale, è ricca, è di quelle che soddisfano in pieno il palato.








































Quella di oggi è la tipica ricetta contadina dove le uova e il burro non mancano mai.








































Uno strudel così potete trovarlo solamente nei masi di montagna, dove le fette sono esageratamente abbondanti e servite con una montagna di panna fresca appena montata.








































Quasi sempre se ordinate una fetta di strudel nel Sudtirol è con la pasta frolla, quello con la pasta tirata o sfoglia è più austriaco o meglio viennese.








































Ingredienti per uno strudel lungo quanto la teglia del forno:

per la pasta frolla:
300 g di burro
200 g di zucchero
3 tuorli d'uovo
1 uovo intero
1 presa di scorza di limone grattugiata
1 bustina di zucchero vanigliato
500 g di farina
1 pizzico di sale
1 uovo leggermente sbattuto per spennellare

per il ripieno:
5 mele
50 g di uva sultanina
2 cucchiai di pinoli
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
scorza di limone grattugiata












































Preparate la frolla mescolando il burro ammorbidito con lo zucchero e unendo i rossi d'uovo e l'uovo.
Amalgamate bene con un cucchiaio di legno e aggiungete man mano la scorza di limone, lo zucchero vanigliato, il sale e la farina. Impastate il tutto sulla spianatoia.

(io ho preparato la pasta con il robot da cucina azionando prima velocemente lo zucchero con la farina e il burro freddo tagliato a pezzetti. Quando il composto è bricioloso aggiungo le uova e il resto degli ingredienti).

Quando avete ottenuto una pasta liscia e omogenea copritela con la pellicola e fatela riposare in frigo per almeno 30 minuti.

Nel frattempo preparate il ripieno.
Sbucciate le mele e tagliatele a fettine o a pezzettini. Mettetele in un recipiente e aggiungete l'uvetta,
i pinoli, lo zucchero, la cannella e la scorza di limone. Mescolate rapidamente il tutto.

Prendete la pasta, stendetela dello spessore di 5 mm sopra uno straccio da cucina infarinato (io l'ho stesa comodamente sulla carta forno e ve lo consiglio, vi consiglio anche di stenderla tra due fogli in modo che non si attacchi al mattarello).  Cercate di stenderla larga e lunga quanto la teglia del forno.

Adagiate il ripieno nel centro dandogli la classica forma allungata, chiudete un lato aiutandovi con lo straccio o con la carta, spennellate con l'uovo sbattuto e piegate l'altro lato chiudendo bene le due estremità.

Posate lo strudel con la carta sulla placca del forno con la chiusura rivolta verso il basso, spennellate bene con l'uovo sbattuto e infornate a 180° per 30 minuti circa finchè lo strudel prenda un bel colore dorato.

Lasciate raffreddare e cospargete con zucchero a velo.








































E' ottimo servito con gelato o crema alla vaniglia o semplicemente con panna montata.

Al posto dei pinoli potete utilizzare mandorle, nocciole o noci tostate tritate grossolanamente.








































Questa è un'altra ricetta presa dal libro "Semplice e buono", la cucina autentica delle Dolomiti.

Buon week end a tutti!!
Un bacione
Sabina

giovedì 22 novembre 2012

Blattler con crauti

Buongiorno cari amici,
come passa in fretta il tempo, è già giovedì. Domenica andrò a Firenze in giornata, mi trovo con Claudia e faremo visita al Memories de Noel organizzato da Irene del Valdirose. Conoscerò di persona altre blogger e sono davvero emozionata, poi Firenze è sempre Firenze ed è sempre un grande piacere ritornarci. Con Claudia c'è feeling e quindi la giornata sarà indimenticabile.
Fino a poco tempo fa pensavo di partire il sabato mattina e tornare la domenica sera, ma non essendo riuscita ad organizzarmi con altre blogger ho optato per l'andata e ritorno in treno.
E' più facile di quello che pensavo, parto alle sette del mattino da Bolzano e arrivo a Firenze alle 10.30, è davvero incredibile.
Normalmente viaggio in macchina per comodità anche se devo ammettere che sono terrorizzata dall'autostrada. Ora, che ho riscoperto il treno, non mi sento più così fuori dal mondo e sto già pensando di andare a trovare qualche altra amica blogger.
Proprio ieri, leggendo i vostri commenti, fantasticavo anche su quanto sarebbe bello un raduno di blogger qui a Merano in occasione del mercatino di Natale.

Ieri ho postato la ricetta dei crauti e oggi vi dico come potete gustarli senza dover per forza abbinarli alla carne.








































In Alto Adige si chiamano Blattler che in italiano significa foglie, effettivamente è una specie di sfoglia che si gonfia durante la frittura. Forse potrei paragonarli allo gnoccho fritto oppure a dei crostoli non dolci. So solo che si accompagnano molto bene ai crauti e ad un buon bicchiere di Gewürztraminer.








































Ingredienti per 4 persone:
200 g di farina 00
50 g di farina di segale
1 cucchiaio di grappa
100 ml di latte
15 g di burro
1 tuorlo
sale
olio per friggere

Preparate l'impasto mescolando le farine, la grappa, il sale. In un pentolino fate scaldare il latte, sciogliete dentro il burro e quando è freddo unite il tuorlo d'uovo, sbattete leggermente e versate nelle farine.
Impastate il tutto con cura e fate riposare per 30 minuti.
Stendete la pasta con il mattarello dello spessore di 3 mm circa. Con uno stampo rotondo tagliate dei cerchi del diametro di 12 cm circa. Con una rotellina dentellata tagliate i cerchi a metà e friggete nell'olio caldo da entrambi i lati.
Serviteli appena pronti con i crauti.








































Anche la ricetta di oggi l'ho presa dal libro "Semplice e buono" che vi ho indicato qualche giorno fa.

Buona giornata a tutti!!!
Sabina

mercoledì 21 novembre 2012

Crauti "Sauerkraut"

Buongiorno a tutti!
Oggi, come sempre del resto, avrei mille cose da fare e vorrei organizzarmi per riuscire almeno a farne metà di quelle che mi sono prefissata.
Inutile dirlo, quando lavoravo ero più attiva e più organizzata, ora faccio tutto con comodo e sopratutto ho l'abitudine di rimandare sempre ogni cosa. Non sono mai stata una brava donna di casa, sono disordinatissima e sopratutto pigra, molto pigra ......... e non ditemi che non è vero altrimenti vi invito a salire in casa mia in questo preciso istante. Cambierò mai???? Mah!!!
Ho notato che avete molto aprezzato le mie ricette altoatesine e ne sono felice. In molti mi avete scritto chiedendomi consigli su come preparare i crauti e oggi spero di accontentarvi.








































Si possono preparare in molti modi, io li preparo così:
Ingredienti per 4 persone:
500 g di crauti freschi
1 cipolla piccola
1 noce di burro
3-4 bacche di ginepro
5-6 grani di pepe nero
1 foglia di alloro
1/2 cucchiaino di semi di cumino
1/4 di bicchiere di vino bianco
sale o un pezzetto di dado vegetale

In una pentola fate rosolare nel burro la cipolla tritata, aggiungete i crauti e salate. Quando perderanno la loro acqua e inizieranno ad attaccarsi alla pentola bagnate con il vino bianco e fate evaporare. Abbassate la fiamma e aggiungete le bacche di ginepro, la foglia di alloro, i grani di pepe, il cumino e lasciate cuocere con coperchio per un'ora buona o anche più.
I crauti in scatola cuociono soltanto 20-30 minuti.








































I crauti non sono altro che cavoli capuccio tagliati finemente e lasciati fermentare nel loro acido lattico, con questo procedimento di fermentazione vengono conservati più a lungo. Non è un metodo casalingo, si comprano freschi e già fermentati al banco frigo oppure precotti in scatola.
Dicevo che ci sono molti modi per cuocerli, c'è chi aggiunge un cucchiaio di farina al soffritto di cipolla, l'aglio, oppure delle patate grattuggiate.
Se li volete più saporiti potete aggiungere al soffritto della pancetta tagliata a cubetti oppure potete cuocere in pentola assieme ai crauti dei wurstel, oppure del carrè di maiale, lo stinco o anche delle costolette sempre di maiale.
Dipende molto dai vostri gusti, a me personalmente piacciono semplici oppure con il carrè di maiale che rilascia quel sapore leggermente affumicato ed è una carne magra e quindi non lascia troppo grasso nei crauti.
Se cuocete la carne nei crauti dovete coprirla con del brodo oppure acqua.








































Spero di essere stata precisa, se ho dimenticato qualcosa chiedete.
Un bacio e buona giornata a tutti!
Sabina

p.s.: vorrei specificare che non ho utilizzato il cavolo capuccio fresco, ma bensì i crauti freschi.

martedì 20 novembre 2012

Spätzle di spinaci con panna e prosciutto

Buondì a tutti!!!
Elsa è sistemata, ora è tornata a dormire e io mi godo questa oretta in tranquillità qui con voi.
Parlando di ricette tirolesi ho pensato di elencarvi anche qualche bel negozio di Merano dove potete fare shopping nel caso veniste a farvi un giretto. Tra poco inizia il periodo dei mercatini di Natale e so che molti di voi verranno a farvi visita.
Oggi vi parlo degli spätzle, per farli serve un attrezzo apposta che trovate nel negozio di casalinghi Frasnelli in via Portici. Questo negozio sembra piccolino, ma è fornitissimo, lì potete trovare un'infinita scelta di stampini per biscotti, gli stampini delle mie ciambelline e tante altre cose tipiche tirolesi. Io ogni tanto un giretto in quel negozio lo faccio volentieri e mi porterei a casa tutto.








































Mia mamma preparava sempre gli spätzle all'uovo come contorno al gulasch di manzo, io preferisco questi agli spinaci da mangiare come piatto unico o come primo. Comunque ci si può davvero sbizzarrire, si possono fare con la farina di grano saraceno, alla ricotta, integrali, alle erbe, al basilico ecc....








































Sono semplicissimi da preparare, si impiega meno tempo che per un piatto di pasta.
Portate a bollore l'acqua in una pentola e salate. Abbassate la fiamma, appoggiate questo attrezzo sulla pentola, versate l'impasto nel contenitore quadrato e fate scivolare avanti e indietro. In questo modo si tagliano di spatzle che saranno subito cotti nell'acqua.








































Ingredienti per 4 persone:
100 g di spinaci cotti o 200 g di spinaci crudi
1 uovo
150 g di farina
sale e pepe
noce moscata

una noce di burro
1 etto di prosciutto cotto (quello leggermente affumicato)
1/2 cipolla (facoltativa)
200 ml di panna
parmigiano grattugiato

Lavate gli spinaci freschi, fateli cuocere in pentola con coperchio a fuoco basso in modo che possano cuocere con il vapore, fateli raffreddare e frullateli.
In una scodella mescolate gli spinaci con l'uovo, la farina, sale, pepe e noce moscata. Dovete ottenere una pastella liscia ed omogenea ne troppo dura e ne troppo fluida. Se è troppo dura aggiungete un cucchiaio di acqua, viceversa della farina.
In una padella fate sciogliere il burro dove farete soffriggere la cipolla tritata finemente (facoltativa) e il prosciutto tagliato a striscioline. Versate la panna liquida e sobollite qualche minuto.
Nel frattempo in una pentola fate bollire dell'acqua salata, grattuggiate dentro la pastella con l'apposito attrezzo e scolate gli spätzle. Versateli nella padella con la panna e il prosciutto, saltate velocemente con il parmigiano e servite.








































Buona giornata a tutti!
Sabina

lunedì 19 novembre 2012

"Graukäsesuppe" zuppa di formaggio grigio

Buon lunedì amici,
avete passato bene il week end??? Io benone grazie.
Non vedevo l'ora che arrivasse questo momento per scrivervi questo post, mi sono innamorata.
Si, mi sono innamorata di un libro, è stato un colpo di fulmine a tutti gli effetti.
Il libro in questione si chiama "Semplice e buono", la cucina autentica delle Dolomiti di Miriam Bacher e Franco Cogoli, la casa editrice è Athesia. E' una raccolta di 80 ricette della tradizione sudtirolese, sopratutto quella contadina, ricette semplici tramandate di madre in figlia, le ricette che preferisco.
Oltre alla ricette ci sono tantissime belle fotografie e se vi capita sottomano questo splendido libro vi consiglio almeno di sfogliarlo. Mi sono innamorata di questo libro proprio per le fotografie perchè le ricette, essendo altoatesina, le conoscevo già.
Ho comperato questo libro circa più di due settimane fa, da quel giorno ho cucinato solo piatti della mia tradizione. Ho raccolto piatti, bicchieri, pentole, ciotole, tovagliette, tutto rigorosamente tirolese per le mie fotografie e mi sono lanciata con le ricette per il blog. Il problema è che per il momento non ho ancora nessuna intenzione di smettere.
Da oggi partiranno nel mio blog una lunga serie di ricette tirolesi e spero di non annoiarvi.
Ho ricevuto parecchie mails di amici che mi chiedevano consigli sulla cucina altoatesina, ho inserito le ricette da me già eseguite nella barra laterale del blog e per chi fosse interessato un po' più sotto c'è il link di tutte le mie fotografie scattate nelle mie montagne.
Ora questa favolosa crema di formaggio.












































Ad essere sincera ho scoperto da poco questa zuppa, l'ho ordinata al ristorante per puro caso e mi è piaciuta moltissimo.








































So anche molto poco di questo formaggio grigio, dal sapore molto particolare. Dovrebbe essere originario della Val d'Isarco ed è fatto con il latte di mucca.
E' un formaggio che si presta esclusivamente per zuppe o canederli, viene venduto in piccole forme conservate sottovuoto. Ha tutto il sapore e il profumo della montagna e lo consiglio ai veri amanti del formaggio.








































Ho comperato questo formaggio da Naturalia, un negozio che vende esclusivamente prodotti biologici, situato in via Mainardo vicino alla stazione ferroviaria.
Probabilmente o quasi sicuramente si trova anche alla latteria di Lagundo. Mi informo e vi faccio sapere.








































Secondo me potete sostituire questo formaggio grigio con del gorgonzola piccante stagionato.








































Ingredienti per 4 persone:
1 cipolla piccola tritata
1 pezzetto di porro tritato
1 noce di burro
2 cucchiai di farina
1 goccio di vino bianco
600 ml di brodo
120 g di formaggio grigio stagionato tagliato a dadini
sale e pepe
150 ml panna fresca montata (facoltativa)
erba cipollina
pane nero

Rosolate la cipolla e il porro tritati finemente nel burro, unite la farina e bagnate con il vino bianco mescolando bene per evitare grumi.
Aggiungete il brodo e fate cuocere per 2-3 minuti.
Unite il formaggio tagliato a dadini o sbriciolato con le mani e fate bollire brevemente, si scioglie subito.
Frullate il tutto, aggiustate con sale e pepe e versate la panna se desiderate un sapore più delicato (io non l'ho aggiunta).
Abbrustolite in padella o al forno, senza aggiunta di olio o burro, il pane nero tagliato a dadini.
Servite la zuppa con i crostini di pane serviti a parte e l'erba cipollina tagliata finemente.

Il libro consiglia di accompagnare questa zuppa con un buon bicchiere di Gewürztraminer.








































Buona giornata a tutti!!!
Sabina

venerdì 16 novembre 2012

Treccia di pane dolce al latte

Buon venerdì a tutti,
non capisco cosa sia successo, ma mi si è cancellata tutta l'introduzione di questo post......peccato!!!!
Ora ho veramente i minuti contati e quindi per oggi vi lascio solo la ricetta.








































Ingredienti:
500 g di farina 00
mezzo panetto di lievito di birra da 25 g
3 cucchiai di miele
2 cucchiai di zucchero
70 g di olio d'oliva
6 dl di latte
sale







































Sciogliere il lievito in qualche cucchiaio di latte tiepido e un cucchiaino di zucchero, aggiungere 100 g di farina e mescolare fino ad ottenere un impasto morbido, coprire e far riposare mezz'ora al caldo.
In un contenitore capiente versate il resto della farina, l'olio, un pizzico di sale, il latte tiepido in cui avete sciolto il miele, il panetto lievitato e amalgamate il tutto aggiungendo ancora un po' di latte se fosse necessario. Lavorate il tutto per 15 minuti circa.
Formate una palla, fate un taglio a croce sulla superfice e lasciate lievitare in un luogo caldo per 2-3 ore finchè il volume è raddoppiato.
Dividete la pasta in 3 pezzi (oppure in 6 se volete ottenere 2 trecce più piccole), fate ruotare ogni pezzo sotto i palmi della mano fino ad ottenere 3 salsicciotti della stessa lunghezza.
Unite i 3 pezzi ad una estremità e formate una treccia.
Sistemate la treccia sulla placca del forno rivestita di carta e lasciate lievitare ancora 30 minuti.
Scaldate un cucchiaio colmo di zucchero in 3 cucchiai di acqua e spennellate la superficie della treccia con questo sciroppo.
Cuocete in forno preriscaldato a 190° per 45 minuti.









































Buon week end a tutti!
Sabina