Buon pomeriggio amici,
avrete notato che nell'ultimo periodo racconto poco di me, è un momento un po' strano e forse sto iniziando una nuova fase della mia vita. Mi domando spesso se sia il caso di scrivere certi miei pensieri così intimi qui nel blog, ma poi leggo le mail di molte donne che mi seguono proprio perchè trovano in me forse l'amica della porta accanto con la quale scambiarsi confidenze, che mi danno la presunzione di regalare a qualcuna uno spiraglio di luce.
Grazie al blog ho conosciuto persone splendide che hanno saputo capirmi fino in fondo, cosa che spesso non succede nella via reale. Per me il blog è uno spazio di condivisione non soltanto di ricette.
La vita purtroppo non va sempre come noi vorremmo o come pensavamo che andasse, si arriva ad un certo punto in cui bisogna decidere se soffrire e piangere perchè non abbiamo realizzato quello che sognavamo oppure voltare pagina e guardarsi attorno, cercando di scoprire quello che magari è proprio sotto i nostri occhi e che può darci la felicità tanto desiderata.
E' inutile che io ci giri tanto intorno, nel mio caso parlo di un figlio, ma ognuno ha la sua. Purtroppo è un argomento che tocca tantissime donne e trovo che non ci sia nulla di male parlarne, è vero, questo è un blog di cucina, ma è proprio nelle cucine che spesso ci si fanno certe confidenze. Noi donne siamo davvero il sesso forte, ma spesso abbiamo bisogno di quella parola di conforto che magari può darci proprio un estraneo, ci basta fare un piantino per poi ritrovare quella carica e quell'energia che mai pensavamo di avere. Ci sono tantissime donne che per un motivo o per l'altro non sono riuscite ad avere un figlio, io sono una di quelle e proprio ora che ho compiuto 45 anni mi sono resa conto che non potrò più fantasticare in un miracolo. Mi piacerebbe che in questa società se ne parlasse con un po' più di rispetto perchè non è una colpa, non esiste soltanto "la famiglia del mulino bianco". Vorrei non sentire mai più frasi stupide come: "forse non rimani incinta perchè ci pensi troppo e ti sei fissata", "ma l'hai fatta una visita dal ginecologo?" "i figli si fanno da giovani" ecc... Vorrei che non si dicesse più: "tu non hai figli e non puoi capire!" oppure "quella non ha figli ed è acida e frustrata" In molte occasioni mi hanno fatto sentire fuori luogo perchè raccontavo di Elsa mentre le "amiche" raccontavano dei propri figli.
Ho lottato tanto prima di accettare e raggiungere la serenità, per dare un senso alla mia vita, per capire che nella vita c'è tanto altro e che si può essere felici e realizzate comunque.
Ora la mia vita è piena di tanti interessi che coltivo giorno dopo giorno, ho avuto la fortuna di vivere un amore grande con la mia Elsa. Mi sento felice in questo presente e vedo un futuro altrettanto gioioso, sicuramente con un altro cucciolo d'amare. Sono fiera di quello che sono riuscita a costruire, mattone dopo mattone, giorno dopo giorno, a piccoli passi, per molti forse non è nulla, ma per me è tutto. Anche chi non ha avuto la fortuna di fare la mamma ha tanto amore da dare.
Inconsciamente con i miei blog voglio trasmettere l'amore per la vita che si può trovare ogni giorno in tanti piccoli gesti quotidiani come preparare una torta, rendere la casa accogliente, annusare il profumo del bosco, scoprire la cultura di un altro paese, accarezzare un gatto, osservare attraverso una fotografia e tanto altro. Il segreto sta nel non dare nulla per scontato.
Il post di oggi è nato spontaneamente dopo aver letto il post di
Marisa del blog
"Un ciclone in cucina". Certi argomenti mi toccano profondamente e non riesco a non dir nulla anche se so che Marisa è una donna forte e positiva, vorrei soltanto che non si sentisse sola in un momento così delicato e traumatico per ogni donna, vorrei anche dirle che l'ammiro tanto per come sta affrontando tutto.
Dopo un argomento simile non potevo che proporvi una ricetta delicata e confortante.
Per me il cavolo rapa è il "Kohlrabi" dalla lingua tedesca. L'ho scoperto qualche anno fa e lo trovo soltanto in un negozio dove vendono prodotti bio. Normalmente lo consumo crudo, condito con olio, aceto, sale e pepe oppure bollito, ma lo preferisco crudo per sentirne tutto il suo sapore.
Ho trovato questa ricetta in un giornale tedesco e l'ho modificata un pochino secondo i miei gusti.
Per questa ricetta ci vogliono 3 cucchiai di "Mandelmus", sarebbe una crema di mandorle o burro di mandorle. Nei negozi bio vendono questa crema già pronta, è molto utilizzata nei piatti vegani, ma essendo per i miei gusti troppo costosa ho provato a farla in casa e il risultato credo sia stato lo stesso.
Per realizzare questa crema vi serviranno 300 g di mandorle spellate e 2 cucchiai di olio di mandorla per uso alimentare oppure un altro olio insapore.
Comprate le mandorle già spellate, tostatele nel forno a 150° per circa 20 minuti, fatele raffreddare e poi tritatele molto finemente aggiungendo infine l'olio. Otterrete così una crema molto densa che potrete conservare in frigorifero anche per un paio di settimane.
Ingredienti per 4 persone:
500 g di cavolo rapa
30-40 g di zenzero
3 scalogni
2 cucchiai di olio d'oliva
1 l di brodo vegetale
3 cucchiai di crema di mandorle
100 ml di panna (io ho messo il latte)
sale e pepe
In una pentola fate dorare per 5 minuti lo zenzero spellato e grattugiato con gli scalogni affettati e il cavolo rapa tagliato a pezzetti. Versate il brodo con la panna e fate cuocere 30 minuti, aggiungete la crema di mandorle, sale e pepe e frullate il tutto con il frullatore ad immersione.
La ricetta originale prevedeva anche l'aggiunta di sedano e anzichè un litro di brodo, 100 ml di succo di mela e 800 ml di brodo vegetale. Il tutto decorato con chips di zenzero e patata fritti.
Probabilmente il colore di questa zuppa non è molto invitante, ma se vi piace il sapore del cavolo rapa vi consiglio di provarla perchè è davvero delicata, l'ha mangiata volentieri anche il maritino che normalmente alla vista di questi piatti storge sempre il naso.
Un abbraccio a tutti!
Con affetto
Sabina